Quello che accade nelle fotografie della serie “Vibrazioni” (2009-2011) di Carlo D’Orta è che i legami tra realtà e finzione, tra vero e artificiale, vengono in un certo senso ribaltati e strettamente interconnessi nello stesso tempo. Viene fuori l’essenza della fotografia, quel suo essere in perenne sospensione tra l’apparenza e il reale, o quello che pensiamo sia tale.
L’occasione di una serie d’immagini, di altissima qualità fotografica ed estetica, relativa a una serie di facciate di edifici contemporanei, è per l’artista un motivo per riflettere, e farci riflettere, su quello che è la fotografia, sulla sua capacità di analizzare e raccontare nello stesso tempo che resta straordinaria.
D’Orta compie un’operazione che da un lato ha nel dna la capacità di Franco Fontana di guardare al colore come ad una strada maestra di rivelazione della realtà, dall’altro si confronta con il concetto di modernismo e con le sue interpretazioni.