Paesaggi Surreali

Katharina Hausel

Presentazione della personale
RITMI ARCHITETTONICI
Istituto Italiano
di Cultura a Berlino
22 Novembre 2011

Fotografare il paesaggio con gli occhi della metafisica e del surrealismo, portando con me reminiscenze delle lezioni di Antoni Gaudì e Salvator Dalì, mescolate alle forti suggestioni della visione onirica di Niki de Saint Phalle e dei piani traslati o specchianti di Francis Bacon e Michelangelo Pistoletto. Questo è lo scopo del progetto “Paesaggi Surreali”. Un progetto nato sulle terre e nelle città italiane. E’ un ritorno sui luoghi in cui noi italiani siamo cresciuti, densi della nostra cultura classica e della nostra arte rinascimentale e barocca, cercando però di immergermi in essi in modo più personale, per penetrarne lo spirito più a fondo. Ma è anche qualcosa in più. E’ un modo per indagare e suggerire – attraverso la distorsione delle forme prodotta dal riflesso di superfici specchianti e (talvolta) la manipolazione pittorica dei colori – le trasformazioni, i progressi, le difficoltà e le ansie della nostra civiltà. Il paesaggio si trasforma in sogno e, come nella psicanalisi, attraverso il sogno racconta a noi stessi e agli altri le emozioni più profonde.

Caldi colori danzano allegramente gli uni intorno agli altri in acuti contrasti, come in un´estatica ebbrezza. Le superfici tremolano come se il fotografo avesse come obiettivo delle masse gelatinose. Le linee si rendono autonome e si separano dagli oggetti per dare vita a qualcosa di nuovo…Gli edifici e i dettagli nelle riprese sono reali, le figure fotografate sono interpretazioni dalla forma espressiva particolarmente interessante…perché Carlo D´Orta trasforma le chiare forme dell’architettura in un´immagine vitale: raggiante ed espressiva. Nelle sue riprese si risveglia un sorprendente lato poetico dell’architettura. Grazie a ritagli mirati e ai riflessi il fotografo riesce a modificare lo sguardo sull’oggetto. Agendo sulla composizione e sui colori, sui contrasti e sulla luce, su scene vivaci o senza figure umane, D´Orta ottiene una nuova prospettiva di osservazione. Riflessi, distorsioni, deformazioni di proporzioni statiche, aumenti di elementi grafici e, molto importante, accentuazione dei colori, donano al reale un´apparenza surreale e quindi anche un carattere pittorico.
Pittorico? Eppure si tratta di fotografia! … Carlo D´Orta fotografa con passione già da 35 anni, ma il suo stile fotografico si è modificato in modo rilevante nel tempo. Precisamente dal 2003, quando si è iscritto ai corsi avanzati di pittura della Rome University of Fine Arts-Libera Accademia di Belle Arti. D´Orta ha sfruttato le proprie esperienze e conoscenze pittoriche nella fotografia, sviluppando una particolare sensibilità per i fenomeni ottici. L’artista coglie ora nuove visioni attraverso la macchina fotografica… Linee, superfici e colori: l´espressione figurativa ed emotiva! Ci sono cose, o meglio sensazioni, che vengono espresse in un´immagine e avvertite dall´osservatore e per le quali è molto difficile o addirittura impossibile trovare le parole adatte. Così un tale stato d´animo indefinito è per l’osservatore effimero, inesprimibile, non immediatamente afferrabile. Durante un simile processo di percezione l´artista comunica all’osservatore la propria esperienza tramite l´opera. Se poi l´osservatore a sua volta riconosce nell´immagine dell’artista la propria esperienza personale e viene toccato da essa, qualcosa si muove dentro di lui; l´immagine formula qualcosa di familiare che attraverso l´esperienza e il linguaggio dell´artista emoziona, completa il processo di elaborazione dell´osservatore e infine assume pienezza. Questo era già stato in precedenza intuito da Kandinsky riguardo la propria pittura ed è anche quanto Carlo D´Orta si augura per le proprie fotografie.

07–ART GALLERY

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