Traslazioni

L’idea e la realizzazione. Questi i perni attorno ai quali ruotano le immagini della serie Geometrie. Degli autentici “divertissements” fotografici nei quali la profondità di campo tipica della fotografia lascia il passo ad un gioco creativo. L’autore riesce a creare un legame molto intimo con la realtà grazie all’utilizzo della geometria, quel comparto della matematica che si occupa delle proprietà spaziali. Il senso della prospettiva viene abbandonato in favore del viaggio immateriale che si svolge in sole due dimensioni. Forme, trame e pattern diventano pretesto per l’esplorazione concettuale dello spazio in una configurazione di stimoli che si prestano a costituire un’unità percettiva.

Un’astrazione strutturata di diverse variabili poste in un reciproco rapporto di posizione che interagiscono armonicamente tra loro a formare nuove strutturazioni. Condensando in ogni scatto forza, equilibrio, colore, misura, rapporto e simmetria D’Orta, come già nelle sua serie di installazioni denominata “(S)Composizioni”, è in grado di guidare lo spettatore direttamente “dentro” l’immagine fotografica, portando alla luce singoli elementi prima nascosti, e trasportandolo nell’incognito della rappresentazione creativa del suo pensiero.

gaia conti

Gaia Conti

Critico d’arte

Carlo D’Orta reagisce agli stimoli ottici, che talvolta balenano solo brevemente, e il fascino delle sue creazioni è dato anche da questa rapidità. Il fotografo non si limita a fissare gli stimoli ottici ma li aumenta, li sottolinea, li accentua, talvolta rielaborando la nitidezza e la luminosità dei colori al computer. D’Orta fissa visioni spettacolari della realtà esterna anche affinché si abbia la possibilità di ammirarle di nuovo.

Katharina Hausel

Istituto Italiano di Cultura a Berlino

Le opere fotografiche di Carlo D’Orta invitano a soffermarsi, richiedono di essere guardate più intensamente. Non si dischiudono subito, hanno un che di misterioso. Che cosa vediamo? Dove sono nati gli scatti? Ci presentano qualcosa di reale? Sì, ma visto dagli occhi di Carlo D’Orta. Ed è il suo sguardo insolito che trasforma qualcosa di noto. Comunica che qualcosa d’obiettivo può essere percepito in maniera completamente soggettiva.

Carola Peter M.A.

Presentazione della personale al Goethe-Institut di Francoforte 2011

07–ART GALLERY

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