GEOMETRIE STILL LIFE
La maturità del digitale sta riscrivendo la filiera che unisce l’inquadratura alla diffusione finale dell’immagine, passando per usi e contaminazioni che hanno reso la Fotografia il più complesso, paradossale e controverso dei linguaggi attuali. I nuovi mezzi hanno ridotto la distanza tra utente generico e qualità esecutiva, così come la velocità del digitale ha mitigato l’aura del rullino coi suoi tempi di sviluppo e stampa.
Al contempo, la facilità d’uso sta evidenziando il valore della “resistenza iconografica”, un’ideale zona per eccellenze visuali, abitata dai fotografi che alla competenza tecnica uniscono la sapienza dello sguardo, oltre ad una conoscenza sensibile per tecniche di stampa, carte e strumenti con radici meccaniche. D’Orta mi piace immaginarlo in questa riserva figurativa per anime speciali, nel pianeta dei fotopittori più raffinati ma anche più curiosi, privi di chiusure e preconcetti, nipoti della meccanica e figli del digitale, con un occhio nella memoria e un occhio nella ricerca. Si scorge una felice corrispondenza tra la biologia del paesaggio e la biologia del linguaggio fotografico.
Due momenti che D’Orta incastra in maniera empatica: da un lato la selezione di architetture scelte per la vertigine cromatica che le completa, per il cuore pittorico che le anima; da un altro la ricerca di nuovi sviluppi fotografici, organica rispetto alla filologia del mezzo, generatrice di richiami e combinazioni, con passato e futuro su una direttrice che addiziona senza annullare.

Gianluca Marziani
Direttore del Museo di Arte Contemporanea-Palazzo Collicola di Spoleto
L’idea e la realizzazione. Questi i perni attorno ai quali ruotano le immagini della serie Geometrie. Degli autentici “divertissements” fotografici nei quali la profondità di campo tipica della fotografia lascia il passo ad un gioco creativo. L’autore riesce a creare un legame molto intimo con la realtà grazie all’utilizzo della geometria, quel comparto della matematica che si occupa delle proprietà spaziali. Il senso della prospettiva viene abbandonato in favore del viaggio immateriale che si svolge in sole due dimensioni. Forme, trame e pattern diventano pretesto per l’esplorazione concettuale dello spazio in una configurazione di stimoli che si prestano a costituire un’unità percettiva.
Un’astrazione strutturata di diverse variabili poste in un reciproco rapporto di posizione che interagiscono armonicamente tra loro a formare nuove strutturazioni. Condensando in ogni scatto forza, equilibrio, colore, misura, rapporto e simmetria D’Orta, come già nelle sua serie di installazioni denominata “(S)Composizioni”, è in grado di guidare lo spettatore direttamente “dentro” l’immagine fotografica, portando alla luce singoli elementi prima nascosti, e trasportandolo nell’incognito della rappresentazione creativa del suo pensiero.

Gaia Conti
Critico d’arte
Nelle immagini della serie “Geometrie Still Life” Carlo D’Orta propone una nuova visione del rapporto tra la fotografia e l’architettura. Gli edifici non sono colti nella loro interezza, a catturare la sua attenzione sono i dettagli, piccoli particolari di linee, forme e colori che vengono trasformati nel loro passaggio attraverso l’obiettivo del fotografo. Tutti questi elementi essenziali sono isolati dal loro contesto e diventano, anche per questo, qualcosa di diverso e di nuovo: quello che D’Orta propone è infatti una serie di visioni grafiche, di forme essenziali mutate in simboli dalla evidente caratterizzazione pittorica. La nuova visione di questi particolari architettonici li proietta nel campo dell’astrazione, della metafora, dei simboli.
Il muro di mattoni che incornicia il corrimano e la scala viene spinto oltre la propria reale funzione, e deve essere colto come reticolo di linee e forme, in cui il bianco e il blu della vernice possono essere associati al mare che si infrange sulla sabbia. Qui risiede la potenza comunicativa della serie, nella capacità di spezzare il legame con ciò che è concretamente tangibile conducendo lo sguardo e la mente di chi osserva in una seconda realtà.

Alidem-L’arte della fotografia
Settembre 2016
07–ART GALLERY
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