Uso la macchina fotografica non per documentare, ma per cercare la sintesi: linee, intersezioni, combinazioni geometriche prodotte dalle architetture che popolano le nostre città.
L’obiettivo è quello di estrarre dalla realtà immagini pittoriche che quasi mai sappiamo vedere.
«La fotografia come pittura: trasformare l’architettura contemporanea in astrazione pura, dove la geometria incontra il metafisico»
Carlo D’Orta (Firenze, 1955) appartiene a quella genealogia di fotografi per i quali l’immagine non è registrazione ma interrogazione. Da oltre quarant’anni, con base a Roma, il suo sguardo procede per sottrazione: dal reale visibile alle geometrie e alle tensioni che ne governano la forma.
Il decennio 2002–2012 è decisivo. La pittura alla RUFA e l’approfondimento fotografico allo IED di Milano convergono in un’unica ricerca. È qui che D’Orta abbandona la vocazione documentaria in favore dell’astrazione. Le immagini diventano campo cromatico, superficie pittorica, presenza sospesa; la fotografia si emancipa dal referente e assume una tensione metafisica e surreale.
Le serie Biocities, Vibrazioni, Paesaggi Surreali e Liquidance sviluppano questa ricerca, presente in collezioni pubbliche e istituzionali in Italia, Germania, Singapore e Stati Uniti. In Architextures (2021, 340 pagine) l’artista sintetizza un ventennio di lavoro: l’architettura non come soggetto, ma come pura forma d’arte, ridotta alla sua essenza ritmica e strutturale.
Al lavoro di D’Orta hanno dedicato attenzione Corriere della Sera, la Repubblica, Domus, Artribune e Il Sole 24 Ore.
Menzione speciale (4° premio) sezione Fotografia, per l’opera Vibrazioni NYC #38, oggi parte della collezione permanente del Museo d’Arte di Chianciano.
Ben 3 Golden Prize ottenuti nelle categorie Panorami Naturali, Cityscape Fine Art Photography e Architecture Photography, come eccellenza della ricerca fotografica.
1° Premio nella Sezione Fotografia, un riconoscimento alla ricerca artistica di Carlo D’Orta e alla sua originale interpretazione del linguaggio fotografico.
1° Premio nella Sezione Fotografia alla Biennale d’Arte della Riviera Romana 2023, riconoscimento che valorizza la ricerca sulle geometrie e sulle astrazioni architettoniche.
1° Premio al concorso internazionale Premio Arte Borgo per l’installazione (S)Composizioni Valencia #7, realizzata insieme allo scultore Andrea Ciresola, che unisce fotografia e scultura.
Vincitore del Premio Punctum – Sinestesie Cromatiche, promosso dalla Fondazione Maimeri in collaborazione con MIA Fair e TAU Visual, dedicato alla valorizzazione della fotografia artistica.
Medaglia d’Oro al PX3 Prix de la Photographie di Parigi, categoria Architettura Industriale, con la serie (Re)FineArt, dedicata alla reinterpretazione artistica dei paesaggi industriali.
2° Premio nella Sezione Fotografia alla III Biennale d’Arte di Genova con l’opera Biocities Londra #7, espressione della ricerca sulle geometrie e sulle forme urbane.
1° Premio nella Sezione Fotografia del Premio Rospigliosi 2018 con l’opera Vibrazione Baires #5, che trasforma le architetture urbane in suggestive composizioni astratte.
Selezionato nella shortlist dei Sony World Photography Awards 2012, categoria Professional Conceptual, uno dei più importanti concorsi internazionali dedicati alla fotografia contemporanea.
Vincitore del Premio del Vetro di Murano, categoria Vetrofusione, come photo-designer, in collaborazione con il maestro vetraio Flavio Fuga della tradizione artistica muranese.
Vincitore del voto online al Celeste Prize 2010, concorso internazionale dedicato all’arte contemporanea, che valorizza la creatività e la sperimentazione nei diversi linguaggi artistici.

Dal 3 al 24 ottobre 2026, la Carlo D’Orta Art Studio Gallery, in Piazza Crati 14 a Roma, ospita “Ragione e Sentimento. Dall’astrazione geometrica all’Informale”,

“Tra EUR e pittura” è la mostra di Carlo D’Orta che accosta fotografia e pittura, mettendo in dialogo le architetture del quartiere EUR con l’immaginario